COS'E'
Con l’Educazione Prenatale non si intende “insegnare” alcunché al nascituro: l’educazione non va confusa con l’istruzione. Etimologicamente la parola educazione deriva dal latino educere e ha due significati complementari:  tirar fuori e prendersi cura.

Il significato educativo di tirar fuori parte dall’idea che il concepito non sia una tabula rasa, ma un essere umano dotato di potenzialità e di risorse, con una sua ben precisa struttura genetica, un suo progetto di vita e un’identità personale, che noi genitori dobbiamo riconoscere e rispettare.

L’altro aspetto dell’educazione, il prendersi cura del bambino, mette in luce il fatto che nostro figlio si trova in una condizione di totale dipendenza e ha bisogno della madre e del padre per potersi formare e crescere,
cioè siamo noi genitori-educatori a fornirgli i mezzi per farlo.

  CHE COSA FA
L’obiettivo è quello di permettere al bambino di essere se stesso, esprimere la sue potenzialità e vivere in modo libero, spontaneo e naturale.

I suggerimenti, le regole, le indicazioni e controindicazioni che vengono fornite nel campo dell’educazione prenatale hanno lo scopo di permettere ai genitori di trovare il canale più adatto per manifestare concretamente il loro amore al figlio.
Questo perché, che i genitori siano informati o disinformati, consapevoli o inconsapevoli, durante i nove mesi della gestazione viene realizzata la prima vera educazione del bambino. Inoltre questo periodo, come è determinante per la formazione dell’organismo umano, lo è anche per la formazione della personalità dell’individuo e, potemmo dire, del cittadino di domani.