EDUCARE PRIMA

Dopo il concepimento, per svilupparsi e crescere nel benessere ogni essere umano ha bisogno di relazioni d’amore affettive e nutritive e di un ambiente favorevole e stimolante.

Educare Prima è un progetto nato per aiutare la donna a prendere coscienza di sé ed utilizzare le proprie capacità, ma anche per recuperare e rivalutare la figura paterna, per accrescere le competenze genitoriali, per sviluppare fin dai primi 9 mesi di vita la relazione con il proprio bambino.

Questo percorso di educazione prenatale aiuta i genitori ad avvicinarsi e sostenere il loro bambino, ancor prima che nasca, con un amore reso ancor più consapevole dalla scoperta delle proprie risorse e competenze, un amore incondizionato finalmente reso libero dall’ansia e dall’insicurezza.


  PERCHÉ QUESTO APPROCCIO?

Siamo stati spinti a questo approccio dalle sempre più numerose evidenze scientifiche, dalle nostre stesse osservazioni ed infine…dal semplice buon senso.

  • l’interessamento quotidiano e lo scambio emotivo genitori-bambino costituiscono le premesse dell’azione educativa
     
  • l’inizio dello scambio emotivointellettuale avviene a partire dal periodo prenatale, periodo nel quale vengono messe le basi per l’apprendimento successivo
     
  • è necessario che la qualità e la quantità di tale scambio con i genitori continui a permanere consistente ed elevata per tutta la fase preverbale
     
  • gli interventi educativi sono tanto più efficaci quanto più precoci
     
  • lo stress e le carenze ambientali comportano un ridotto sviluppo neurocerebrale del bambino
     
  • gli effetti della ipostimolazione e delle carenze affettivo-relazionali si riflettono direttamente sullo sviluppo personologico, cognitivo e comportamentale
     
  • lo sviluppo delle abilità psicomotorie, psicorelazionali, comunicative, espressive e intellettive, sono direttamente proporzionali alle primissime esperienze
     
  • gli educatori devono sviluppare una branca della pedagogia rivolta alla formazione dei nuovi genitori, con lo scopo di renderli maggiormente consapevoli dei loro compiti e per coordinare, influenzare e correggere i loro atteggiamenti
     
  • le politiche familiari ed educative attualmente in vigore vanno modificate e integrate alla luce delle precedenti osservazioni, in funzione di un atteggiamento globale di prevenzione del disagio e di uno sviluppo del potenziale umano, il quale, in ultima analisi, misura la vera ricchezza di uno Stato